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Finanza

Un nuovo premio per Invest Banca

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L’autorevole rivista londinese Global Banking & Finance ha assegnato a Invest Banca il premio “Fastest Growing Security Broker Italy 2019” per gli ottimi indici di performance registrati dalla banca nell’anno 2019.
Il premio è stato assegnato sulla base della valutazione dell’efficienza e dei risultati raggiunti da Invest Banca, raffrontati con l’intera community finanziaria.





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Novità

Novità Mifid 2 e Priips

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Lo scorso 3 gennaio 2018 sono entrati in vigore, nell’Unione Europea, la Direttiva Mifid2 (evoluzione della precedente disciplina sui servizi di investimento) e il nuovo Regolamento Priips, che definisce nuove regole di condotta in materia di servizi di investimento e introduce il nuovo documento semplificato con le informazioni chiave sui prodotti finanziari.

Le principali novità derivanti dalle nuove norme riguardano:
- Maggior protezione offerta all’investitore
- L’introduzione di una ‘etichetta’ che stabilisce la coerenza tra i prodotti finanziari offerti e detenuti e il profilo di rischio del cliente.
- Definizione dei compiti e dei vincoli dei consulenti professionisti
- Costi più chiari prima della sottoscrizione e nel corso dell'investimento
- Documenti confrontabili per comprendere i prodotti complessi, identificati secondo le caratteristiche fondamentali di ognuno
- Maggiori controlli da parte delle Autorità di controllo europee (ESMA) e nazionali (Consob e Banca d'Italia)

Scarica l'infografica per saperne di più

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Novità

Novità Mifid 2 e Priips

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Lo scorso 3 gennaio 2018 sono entrati in vigore, nell’Unione Europea, la Direttiva Mifid2 (evoluzione della precedente disciplina sui servizi di investimento) e il nuovo Regolamento Priips, che definisce nuove regole di condotta in materia di servizi di investimento e introduce il nuovo documento semplificato con le informazioni chiave sui prodotti finanziari.

Le principali novità derivanti dalle nuove norme riguardano:
- Maggior protezione offerta all’investitore
- L’introduzione di una ‘etichetta’ che stabilisce la coerenza tra i prodotti finanziari offerti e detenuti e il profilo di rischio del cliente.
- Definizione dei compiti e dei vincoli dei consulenti professionisti
- Costi più chiari prima della sottoscrizione e nel corso dell'investimento
- Documenti confrontabili per comprendere i prodotti complessi, identificati secondo le caratteristiche fondamentali di ognuno
- Maggiori controlli da parte delle Autorità di controllo europee (ESMA) e nazionali (Consob e Banca d'Italia)

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Eventi

Invest Banca alla Trading Online Expo 2017

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Anche quest'anno Invest Banca sarà presente alla Trading Online Expo i prossimi giovedì 26 e venerdì 27 ottobre 2017, nella sede di Borsa Italiana in Piazza Affari a Milano.

Un programma, quello di quest'anno, dedicato alle ultime novità in tema di mercati, presentate da Borsa Italiana e dai principali broker ed emittenti italiani e internazionali.

Sarà inoltre l'occasione per partecipare al Percorso Formativo di Borsa Italiana che ti permetterà di conoscere da vicino le principali caratteristiche dei mercati italiani. Questi e molti altri contenuti formativi ti aspettano, insieme ad Espositori e Partner, alla Trading Online Expo 2017.

Per partecipare, iscriviti alla Trading Online Expo e prenotati per il Percorso Formativo di Borsa Italiana.

Registrati subito su www.borsaitaliana.it/tol.
La registrazione online è obbligatoria.

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Prodotti

PIR Mania. Perché sta contagiando sempre più persone?

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L’entusiasmo suscitato dal lancio dei PIR è stato sorprendente. Probabilmente l’appeal sul risparmiatore italiano di un prodotto fiscalmente esente dalla tassazione e che può essere oggetto di successione senza pagare le imposte è davvero irresistibile (anche perché il peso del fisco nel nostro paese sappiamo quanto è soverchiante, ovviamente per chi paga…). Per non parlare poi della fatto di investire una quota minima sulle piccole e medie imprese quotate,che rappresentano per l'Italia la grande eccellenza dell'economia. Insomma questo mix di fattori sembra formare una sorta di “contenitore fiscale” dalle diverse forme (conto di custodia, gestione patrimoniale, fondo comune, Sicav contenitore assicurativo) dalla grande attrattiva.
Il mercato ha risposto in modo molto forte, con alcuni numeri sorprendenti che hanno spinto il Ministero dell’Economia a rivedere le stime sulla raccolta dei Pir nel 2017, portandole addirittura a 10 miliardi di euro, cifra impensabile quando alla fine dello scorso anno sono stati varati.
Alcuni recenti studi stimano inoltre che sui PIR si riverseranno in futuro flussi di denaro molto rilevanti: nell’ordine di circa 35 miliardi da qui al 2019 e 55 miliardi entro il 2021. Stimando un ripartizione tra titoli del FTSE MIB e titoli Media & Piccola Capitalizzazione che rispecchi i limiti delineati dalla normativa, gli investimenti verso questi ultimi titoli saranno pari al 4,2% del loro flottante medio già quest’anno, passando al 5,4% nel 2018, per poi salire in modo esponenziale nell’arco dei 5 anni, fino a raggiungere il livello del 23,1% del flottante.

In molti cominciano a manifestare dei dubbi sul rischio che alla fine la quantità di strumenti a Media e Piccola Capitalizzazione su cui di fatto i Pir possono investire, si possa rivelare limitata e il mercato di riferimento diventare estremamente illiquido e produrre prezzi molto elevati in termini di valutazioni fondamentali per effetto del flusso di acquisti che si dovranno concentrare su un numero limitato e con basso flottante di azioni, con i rischi che ciò comporta in caso di fasi turbolente sui listini.

Il grafico 1 allegato evidenzia come a partire dall’annuncio dei PIR dello scorso autunno il listino STAR (che rappresenta l’avanguardia di eccellenza delle medie e piccole capitalizzazioni quotate sul nostro listino azionario) abbia sovra-performato con circa un +39% il listino principale fermo al 31% (sul quale è bene ricordare pesano in modo decisivo le performance dei titoli bancari). E’ giusto osservare come questa tendenza sia in realtà in atto da molti anni (vedi grafico 2 con FTSEMIB a + 58% e STAR a +390% nel periodo marzo 2009-maggio 2017) proprio perché la “zavorra” rappresentata dal settore bancario è decisiva nell’appesantire il risultato del listino principale, mentre l’indice STAR è composto in modo prevalente di aziende industriali, tecnologiche, dei servizi e dei beni di consumo nella stragrande maggioranza dei casi con un elevato livello di export e con competenze specifiche di eccellenza che in molti casi fanno dei loro prodotti e servizi delle vere e proprie nicchie di mercato con concorrenza molto limitata. Questo conferisce a queste aziende un potere sul prezzo elevato e offre loro la possibilità di guidare in molti casi il mercato di riferimento verso i propri prodotti che ne rappresentano l’avanguardia a cui i concorrenti cercheranno di adeguarsi.

Grafico 1: Andamento FTSE MIB VS STAR da ottobre 2016 a maggio 2017

Grafico 2: Andamento FTSE MIB VS STAR da marzo 2009 a maggio 2017

Il rischio di un eccesso di valutazione derivante da un flusso di investimenti in qualche modo “forzato” verso pochi titoli è reale anche se valutando i multipli di valutazione di altri mercati similari (MidDax, Nasdaq e NasdaqBiotech) che non hanno beneficiato della moda PIR, si vede come i titoli di eccellenza e di nicchia quotati nei mercati azionari attirino sempre i capitali degli investotori in cerca di aziende valide su cui investire, sia per i buoni risultati sul breve termine che per la prospettiva di ritrovarsi tra le mani i nuovi giganti di domani in settori innovativi oggi ritenuti a rischio ma che domani costituiranno i big del mercato.

Tabella con multipli di valutazione di alcuni listini azionari

Gli indicatori riportati sulla tabella evidenziano proprio questo: i titoli a Media e Piccola Capitalizzazione da sempre e ovunque rappresentano una interessante opportunità per gli investitori di lungo periodo, disposti ad accettare un livello di rischio più elevato pagando un prezzo maggiore con l'auspicio di poter ottenere un rendimento dal proprio investimento superiore a quello effettuato sui titoli maggiori del listino.

Morale? Per il momento avanti con i PIR! Ovviamente con la grande accortezza di scegliere i titoli delle aziende giuste. Quindi meglio attraverso la mediazione di un soggetto delegato alla gestione o di un consulente agli investimenti che possono avere gli elementi di valutazione, l’accesso ai dati delle aziende e gli strumenti di analisi per costruire portafogli di investimento che riducano al minimo i rischi che un investimento come quello con larga presenza di Medie e Piccole Capitalizzazioni da sempre comporta.

Invest Banca offre alla propria clientela “IB PIR” un conto deposito PIR Compliant costruito appositamente per intercettare la forte esigenza manifestata dal mercato verso questo tipo di contenitore fiscale. Prima in Italia a proporre un conto PIR, Invest Banca si conferma fra le banche italiane più innovative.

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PIR Mania. Perché sta contagiando sempre più persone?

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L’entusiasmo suscitato dal lancio dei PIR è stato sorprendente. Probabilmente l’appeal sul risparmiatore italiano di un prodotto fiscalmente esente dalla tassazione e che può essere oggetto di successione senza pagare le imposte è davvero irresistibile (anche perché il peso del fisco nel nostro paese sappiamo quanto è soverchiante, ovviamente per chi paga…). Per non parlare poi della fatto di investire una quota minima sulle piccole e medie imprese quotate,che rappresentano per l'Italia la grande eccellenza dell'economia. Insomma questo mix di fattori sembra formare una sorta di “contenitore fiscale” dalle diverse forme (conto di custodia, gestione patrimoniale, fondo comune, Sicav contenitore assicurativo) dalla grande attrattiva.
Il mercato ha risposto in modo molto forte, con alcuni numeri sorprendenti che hanno spinto il Ministero dell’Economia a rivedere le stime sulla raccolta dei Pir nel 2017, portandole addirittura a 10 miliardi di euro, cifra impensabile quando alla fine dello scorso anno sono stati varati.
Alcuni recenti studi stimano inoltre che sui PIR si riverseranno in futuro flussi di denaro molto rilevanti: nell’ordine di circa 35 miliardi da qui al 2019 e 55 miliardi entro il 2021. Stimando un ripartizione tra titoli del FTSE MIB e titoli Media & Piccola Capitalizzazione che rispecchi i limiti delineati dalla normativa, gli investimenti verso questi ultimi titoli saranno pari al 4,2% del loro flottante medio già quest’anno, passando al 5,4% nel 2018, per poi salire in modo esponenziale nell’arco dei 5 anni, fino a raggiungere il livello del 23,1% del flottante.

In molti cominciano a manifestare dei dubbi sul rischio che alla fine la quantità di strumenti a Media e Piccola Capitalizzazione su cui di fatto i Pir possono investire, si possa rivelare limitata e il mercato di riferimento diventare estremamente illiquido e produrre prezzi molto elevati in termini di valutazioni fondamentali per effetto del flusso di acquisti che si dovranno concentrare su un numero limitato e con basso flottante di azioni, con i rischi che ciò comporta in caso di fasi turbolente sui listini.

Il grafico 1 allegato evidenzia come a partire dall’annuncio dei PIR dello scorso autunno il listino STAR (che rappresenta l’avanguardia di eccellenza delle medie e piccole capitalizzazioni quotate sul nostro listino azionario) abbia sovra-performato con circa un +39% il listino principale fermo al 31% (sul quale è bene ricordare pesano in modo decisivo le performance dei titoli bancari). E’ giusto osservare come questa tendenza sia in realtà in atto da molti anni (vedi grafico 2 con FTSEMIB a + 58% e STAR a +390% nel periodo marzo 2009-maggio 2017) proprio perché la “zavorra” rappresentata dal settore bancario è decisiva nell’appesantire il risultato del listino principale, mentre l’indice STAR è composto in modo prevalente di aziende industriali, tecnologiche, dei servizi e dei beni di consumo nella stragrande maggioranza dei casi con un elevato livello di export e con competenze specifiche di eccellenza che in molti casi fanno dei loro prodotti e servizi delle vere e proprie nicchie di mercato con concorrenza molto limitata. Questo conferisce a queste aziende un potere sul prezzo elevato e offre loro la possibilità di guidare in molti casi il mercato di riferimento verso i propri prodotti che ne rappresentano l’avanguardia a cui i concorrenti cercheranno di adeguarsi.

Grafico 1: Andamento FTSE MIB VS STAR da ottobre 2016 a maggio 2017

Grafico 2: Andamento FTSE MIB VS STAR da marzo 2009 a maggio 2017

Il rischio di un eccesso di valutazione derivante da un flusso di investimenti in qualche modo “forzato” verso pochi titoli è reale anche se valutando i multipli di valutazione di altri mercati similari (MidDax, Nasdaq e NasdaqBiotech) che non hanno beneficiato della moda PIR, si vede come i titoli di eccellenza e di nicchia quotati nei mercati azionari attirino sempre i capitali degli investotori in cerca di aziende valide su cui investire, sia per i buoni risultati sul breve termine che per la prospettiva di ritrovarsi tra le mani i nuovi giganti di domani in settori innovativi oggi ritenuti a rischio ma che domani costituiranno i big del mercato.

Tabella con multipli di valutazione di alcuni listini azionari

Gli indicatori riportati sulla tabella evidenziano proprio questo: i titoli a Media e Piccola Capitalizzazione da sempre e ovunque rappresentano una interessante opportunità per gli investitori di lungo periodo, disposti ad accettare un livello di rischio più elevato pagando un prezzo maggiore con l'auspicio di poter ottenere un rendimento dal proprio investimento superiore a quello effettuato sui titoli maggiori del listino.

Morale? Per il momento avanti con i PIR! Ovviamente con la grande accortezza di scegliere i titoli delle aziende giuste. Quindi meglio attraverso la mediazione di un soggetto delegato alla gestione o di un consulente agli investimenti che possono avere gli elementi di valutazione, l’accesso ai dati delle aziende e gli strumenti di analisi per costruire portafogli di investimento che riducano al minimo i rischi che un investimento come quello con larga presenza di Medie e Piccole Capitalizzazioni da sempre comporta.

Invest Banca offre alla propria clientela “IB PIR” un conto deposito PIR Compliant costruito appositamente per intercettare la forte esigenza manifestata dal mercato verso questo tipo di contenitore fiscale. Prima in Italia a proporre un conto PIR, Invest Banca si conferma fra le banche italiane più innovative.

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Cosa sono i Piani Individuali di Risparmio (PIR)?

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Da inizio anno si parla sempre più diffusamente dei PIR, Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (introdotti dalla legge 11/12/2016, n. 232) che rappresentano una nuova forma di risparmio fiscalmente incentivato.
Sono contenitori – dossier custodia, gestioni patrimoniali, polizze assicurative e Oicr) volti a canalizzare flussi finanziari verso le piccole imprese italiane e dunque per sostenere lo sviluppo economico del Paese.

L’agevolazione fiscale consiste nell'esenzione da tassazione dei redditi, qualificabili come redditi di capitale o come redditi diversi di natura finanziaria derivanti dagli investimenti effettuati nel PIR.
Sono esclusi dalla agevolazione i redditi derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate e, più in generale, quelli che concorrono a formare il reddito complessivo dell’investitore.

Le agevolazioni previste sono relative a un investimento non oltre di 30mila euro l'anno, 150mila euro in cinque anni.


In cosa investono i PIR? Il 21% del valore complessivo del patrimonio di un PIR deve essere investito in strumenti (azioni e obbligazioni) emessi da “mid e small cap”, ossia società di media e piccola capitalizzazione. In ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i due terzi dell'anno stesso, le somme o i valori destinati nel PIR devono essere investiti per almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese che svolgono attività diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio medesimo.

La quota del 70% deve essere investita, per almeno il 30% del valore complessivo, in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell'indice Ftse Mib di Borsa Italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

I valori destinati nel piano non possono essere investiti per una quota superiore al 10 % del totale in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con altra società appartenente al medesimo gruppo dell'emittente o della controparte, o in depositi e conti correnti.

Vincoli detenzione investimento

Al fine di evitare intenti speculativi ed assicurare alle imprese continuità della linea di liquidità, il risparmiatore ha diritto all'esenzione ai fini d'imposta a patto che lo strumento sia detenuto in portafoglio per almeno 5 anni.
Il rapporto è univoco, non può essere cointestato e ogni persona fisica può essere titolare di un solo PIR.
I limiti di importo per per beneficiare della fiscalità agevolata corrispondono a 30.000€ all'anno per persona fisica, per un totale di 150.000€. Non esistono limiti massimi temporali sulla durata del piano. Se il sottoscrittore dovesse superare tale cifra, non beneficerà degli sgravi fiscali sulla quota in eccedenza.

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