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Novità

Novità Mifid 2 e Priips

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Lo scorso 3 gennaio 2018 sono entrati in vigore, nell’Unione Europea, la Direttiva Mifid2 (evoluzione della precedente disciplina sui servizi di investimento) e il nuovo Regolamento Priips, che definisce nuove regole di condotta in materia di servizi di investimento e introduce il nuovo documento semplificato con le informazioni chiave sui prodotti finanziari.

Le principali novità derivanti dalle nuove norme riguardano:
- Maggior protezione offerta all’investitore
- L’introduzione di una ‘etichetta’ che stabilisce la coerenza tra i prodotti finanziari offerti e detenuti e il profilo di rischio del cliente.
- Definizione dei compiti e dei vincoli dei consulenti professionisti
- Costi più chiari prima della sottoscrizione e nel corso dell'investimento
- Documenti confrontabili per comprendere i prodotti complessi, identificati secondo le caratteristiche fondamentali di ognuno
- Maggiori controlli da parte delle Autorità di controllo europee (ESMA) e nazionali (Consob e Banca d'Italia)

Scarica l'infografica per saperne di più

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Eventi

Invest Banca alla Trading Online Expo 2017

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Anche quest'anno Invest Banca sarà presente alla Trading Online Expo i prossimi giovedì 26 e venerdì 27 ottobre 2017, nella sede di Borsa Italiana in Piazza Affari a Milano.

Un programma, quello di quest'anno, dedicato alle ultime novità in tema di mercati, presentate da Borsa Italiana e dai principali broker ed emittenti italiani e internazionali.

Sarà inoltre l'occasione per partecipare al Percorso Formativo di Borsa Italiana che ti permetterà di conoscere da vicino le principali caratteristiche dei mercati italiani. Questi e molti altri contenuti formativi ti aspettano, insieme ad Espositori e Partner, alla Trading Online Expo 2017.

Per partecipare, iscriviti alla Trading Online Expo e prenotati per il Percorso Formativo di Borsa Italiana.

Registrati subito su www.borsaitaliana.it/tol.
La registrazione online è obbligatoria.

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Eventi

Invest Banca alla Trading Online Expo 2017

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Anche quest'anno Invest Banca sarà presente alla Trading Online Expo i prossimi giovedì 26 e venerdì 27 ottobre 2017, nella sede di Borsa Italiana in Piazza Affari a Milano.

Un programma, quello di quest'anno, dedicato alle ultime novità in tema di mercati, presentate da Borsa Italiana e dai principali broker ed emittenti italiani e internazionali.

Sarà inoltre l'occasione per partecipare al Percorso Formativo di Borsa Italiana che ti permetterà di conoscere da vicino le principali caratteristiche dei mercati italiani. Questi e molti altri contenuti formativi ti aspettano, insieme ad Espositori e Partner, alla Trading Online Expo 2017.

Per partecipare, iscriviti alla Trading Online Expo e prenotati per il Percorso Formativo di Borsa Italiana.

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Prodotti

PIR Mania. Perché sta contagiando sempre più persone?

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L’entusiasmo suscitato dal lancio dei PIR è stato sorprendente. Probabilmente l’appeal sul risparmiatore italiano di un prodotto fiscalmente esente dalla tassazione e che può essere oggetto di successione senza pagare le imposte è davvero irresistibile (anche perché il peso del fisco nel nostro paese sappiamo quanto è soverchiante, ovviamente per chi paga…). Per non parlare poi della fatto di investire una quota minima sulle piccole e medie imprese quotate,che rappresentano per l'Italia la grande eccellenza dell'economia. Insomma questo mix di fattori sembra formare una sorta di “contenitore fiscale” dalle diverse forme (conto di custodia, gestione patrimoniale, fondo comune, Sicav contenitore assicurativo) dalla grande attrattiva.
Il mercato ha risposto in modo molto forte, con alcuni numeri sorprendenti che hanno spinto il Ministero dell’Economia a rivedere le stime sulla raccolta dei Pir nel 2017, portandole addirittura a 10 miliardi di euro, cifra impensabile quando alla fine dello scorso anno sono stati varati.
Alcuni recenti studi stimano inoltre che sui PIR si riverseranno in futuro flussi di denaro molto rilevanti: nell’ordine di circa 35 miliardi da qui al 2019 e 55 miliardi entro il 2021. Stimando un ripartizione tra titoli del FTSE MIB e titoli Media & Piccola Capitalizzazione che rispecchi i limiti delineati dalla normativa, gli investimenti verso questi ultimi titoli saranno pari al 4,2% del loro flottante medio già quest’anno, passando al 5,4% nel 2018, per poi salire in modo esponenziale nell’arco dei 5 anni, fino a raggiungere il livello del 23,1% del flottante.

In molti cominciano a manifestare dei dubbi sul rischio che alla fine la quantità di strumenti a Media e Piccola Capitalizzazione su cui di fatto i Pir possono investire, si possa rivelare limitata e il mercato di riferimento diventare estremamente illiquido e produrre prezzi molto elevati in termini di valutazioni fondamentali per effetto del flusso di acquisti che si dovranno concentrare su un numero limitato e con basso flottante di azioni, con i rischi che ciò comporta in caso di fasi turbolente sui listini.

Il grafico 1 allegato evidenzia come a partire dall’annuncio dei PIR dello scorso autunno il listino STAR (che rappresenta l’avanguardia di eccellenza delle medie e piccole capitalizzazioni quotate sul nostro listino azionario) abbia sovra-performato con circa un +39% il listino principale fermo al 31% (sul quale è bene ricordare pesano in modo decisivo le performance dei titoli bancari). E’ giusto osservare come questa tendenza sia in realtà in atto da molti anni (vedi grafico 2 con FTSEMIB a + 58% e STAR a +390% nel periodo marzo 2009-maggio 2017) proprio perché la “zavorra” rappresentata dal settore bancario è decisiva nell’appesantire il risultato del listino principale, mentre l’indice STAR è composto in modo prevalente di aziende industriali, tecnologiche, dei servizi e dei beni di consumo nella stragrande maggioranza dei casi con un elevato livello di export e con competenze specifiche di eccellenza che in molti casi fanno dei loro prodotti e servizi delle vere e proprie nicchie di mercato con concorrenza molto limitata. Questo conferisce a queste aziende un potere sul prezzo elevato e offre loro la possibilità di guidare in molti casi il mercato di riferimento verso i propri prodotti che ne rappresentano l’avanguardia a cui i concorrenti cercheranno di adeguarsi.

Grafico 1: Andamento FTSE MIB VS STAR da ottobre 2016 a maggio 2017

Grafico 2: Andamento FTSE MIB VS STAR da marzo 2009 a maggio 2017

Il rischio di un eccesso di valutazione derivante da un flusso di investimenti in qualche modo “forzato” verso pochi titoli è reale anche se valutando i multipli di valutazione di altri mercati similari (MidDax, Nasdaq e NasdaqBiotech) che non hanno beneficiato della moda PIR, si vede come i titoli di eccellenza e di nicchia quotati nei mercati azionari attirino sempre i capitali degli investotori in cerca di aziende valide su cui investire, sia per i buoni risultati sul breve termine che per la prospettiva di ritrovarsi tra le mani i nuovi giganti di domani in settori innovativi oggi ritenuti a rischio ma che domani costituiranno i big del mercato.

Tabella con multipli di valutazione di alcuni listini azionari

Gli indicatori riportati sulla tabella evidenziano proprio questo: i titoli a Media e Piccola Capitalizzazione da sempre e ovunque rappresentano una interessante opportunità per gli investitori di lungo periodo, disposti ad accettare un livello di rischio più elevato pagando un prezzo maggiore con l'auspicio di poter ottenere un rendimento dal proprio investimento superiore a quello effettuato sui titoli maggiori del listino.

Morale? Per il momento avanti con i PIR! Ovviamente con la grande accortezza di scegliere i titoli delle aziende giuste. Quindi meglio attraverso la mediazione di un soggetto delegato alla gestione o di un consulente agli investimenti che possono avere gli elementi di valutazione, l’accesso ai dati delle aziende e gli strumenti di analisi per costruire portafogli di investimento che riducano al minimo i rischi che un investimento come quello con larga presenza di Medie e Piccole Capitalizzazioni da sempre comporta.

Invest Banca offre alla propria clientela “IB PIR” un conto deposito PIR Compliant costruito appositamente per intercettare la forte esigenza manifestata dal mercato verso questo tipo di contenitore fiscale. Prima in Italia a proporre un conto PIR, Invest Banca si conferma fra le banche italiane più innovative.

Scopri il prodotto

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Novità

Cosa sono i Piani Individuali di Risparmio (PIR)?

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Da inizio anno si parla sempre più diffusamente dei PIR, Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (introdotti dalla legge 11/12/2016, n. 232) che rappresentano una nuova forma di risparmio fiscalmente incentivato.
Sono contenitori – dossier custodia, gestioni patrimoniali, polizze assicurative e Oicr) volti a canalizzare flussi finanziari verso le piccole imprese italiane e dunque per sostenere lo sviluppo economico del Paese.

L’agevolazione fiscale consiste nell'esenzione da tassazione dei redditi, qualificabili come redditi di capitale o come redditi diversi di natura finanziaria derivanti dagli investimenti effettuati nel PIR.
Sono esclusi dalla agevolazione i redditi derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate e, più in generale, quelli che concorrono a formare il reddito complessivo dell’investitore.

Le agevolazioni previste sono relative a un investimento non oltre di 30mila euro l'anno, 150mila euro in cinque anni.


In cosa investono i PIR? Il 21% del valore complessivo del patrimonio di un PIR deve essere investito in strumenti (azioni e obbligazioni) emessi da “mid e small cap”, ossia società di media e piccola capitalizzazione. In ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i due terzi dell'anno stesso, le somme o i valori destinati nel PIR devono essere investiti per almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese che svolgono attività diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio medesimo.

La quota del 70% deve essere investita, per almeno il 30% del valore complessivo, in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell'indice Ftse Mib di Borsa Italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

I valori destinati nel piano non possono essere investiti per una quota superiore al 10 % del totale in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con altra società appartenente al medesimo gruppo dell'emittente o della controparte, o in depositi e conti correnti.

Vincoli detenzione investimento

Al fine di evitare intenti speculativi ed assicurare alle imprese continuità della linea di liquidità, il risparmiatore ha diritto all'esenzione ai fini d'imposta a patto che lo strumento sia detenuto in portafoglio per almeno 5 anni.
Il rapporto è univoco, non può essere cointestato e ogni persona fisica può essere titolare di un solo PIR.
I limiti di importo per per beneficiare della fiscalità agevolata corrispondono a 30.000€ all'anno per persona fisica, per un totale di 150.000€. Non esistono limiti massimi temporali sulla durata del piano. Se il sottoscrittore dovesse superare tale cifra, non beneficerà degli sgravi fiscali sulla quota in eccedenza.

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Cosa sono i Piani Individuali di Risparmio (PIR)?

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Da inizio anno si parla sempre più diffusamente dei PIR, Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (introdotti dalla legge 11/12/2016, n. 232) che rappresentano una nuova forma di risparmio fiscalmente incentivato.
Sono contenitori – dossier custodia, gestioni patrimoniali, polizze assicurative e Oicr) volti a canalizzare flussi finanziari verso le piccole imprese italiane e dunque per sostenere lo sviluppo economico del Paese.

L’agevolazione fiscale consiste nell'esenzione da tassazione dei redditi, qualificabili come redditi di capitale o come redditi diversi di natura finanziaria derivanti dagli investimenti effettuati nel PIR.
Sono esclusi dalla agevolazione i redditi derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate e, più in generale, quelli che concorrono a formare il reddito complessivo dell’investitore.

Le agevolazioni previste sono relative a un investimento non oltre di 30mila euro l'anno, 150mila euro in cinque anni.


In cosa investono i PIR? Il 21% del valore complessivo del patrimonio di un PIR deve essere investito in strumenti (azioni e obbligazioni) emessi da “mid e small cap”, ossia società di media e piccola capitalizzazione. In ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i due terzi dell'anno stesso, le somme o i valori destinati nel PIR devono essere investiti per almeno il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati in mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese che svolgono attività diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio medesimo.

La quota del 70% deve essere investita, per almeno il 30% del valore complessivo, in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell'indice Ftse Mib di Borsa Italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

I valori destinati nel piano non possono essere investiti per una quota superiore al 10 % del totale in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con altra società appartenente al medesimo gruppo dell'emittente o della controparte, o in depositi e conti correnti.

Vincoli detenzione investimento

Al fine di evitare intenti speculativi ed assicurare alle imprese continuità della linea di liquidità, il risparmiatore ha diritto all'esenzione ai fini d'imposta a patto che lo strumento sia detenuto in portafoglio per almeno 5 anni.
Il rapporto è univoco, non può essere cointestato e ogni persona fisica può essere titolare di un solo PIR.
I limiti di importo per per beneficiare della fiscalità agevolata corrispondono a 30.000€ all'anno per persona fisica, per un totale di 150.000€. Non esistono limiti massimi temporali sulla durata del piano. Se il sottoscrittore dovesse superare tale cifra, non beneficerà degli sgravi fiscali sulla quota in eccedenza.

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Dal Mondo

Anticipazioni elezioni Francia

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Siamo allo sprint finale della campagna elettorale francese. Domenica prossima i francesi si recheranno alle urne per decidere quali saranno i due contendenti nel ballottaggio del 14 maggio per il nuovo inquilino dell'Eliseo. I sondaggi nelle ultime settimane sembrano essere immobili su posizioni ormai note da almeno due mesi.

In effetti questa immobilità delle preferenze è un po' anomala, anche se a ben vedere in realtà un movimento c'è stato ed è quello relativo al recupero del candidato di sinistra Melenchon, abile oratore molto concreto nei confronti in TV, che sembrerebbe aver raggiunto al terzo posto, con il 20% delle intenzioni di voto, il candidato di centrodestra Fillon che avrebbe resistito al flusso negativo di notizie relative all'assunzione di propri parenti nel corso della sua militanza nell'amministrazione pubblica.
Desta semmai più scetticismo lo stallo di Macron, appaiato sui valori della Le Pen al 22-23%. Candidata espressione dell'establishment che non sembra aver sfondato nonostante un supporto mediatico molto forte, per fare un paragone recente sul modello di quello che ha supportato Hillary Clinton nell'ultima campagna presidenziale negli Stati Uniti.

Siamo nel vivo della ridda dei sondaggi pre-voto, ormai un vero terrore per tutti gli apparati politici, viste anche le recenti débacle registrate in tutti gli stati che hanno recentemente avuto a che vedere con elezioni. Attualmente se andiamo a vedere le aspettative raccolte dai sondaggisti, la candidata del Fronte Nazionale Le Pen sembra costante nei consensi. Non così pittoresco come il Polpo Paul per le previsioni dei risultati calcistici, può tuttavia esserci una una nuova, curiosa chiave di analisi per le anticipazioni elettorali, che potrebbe sovvertire il quadro delineato.

Esiste un paesino della Francia rurale situato nella regione della Borgogna, Donzy, che è recentemente saltato all'attenzione della cronaca. Con i suoi 1.640 abitanti, dediti principalmente all'allevamento di oche per foi gras, negli anni sembra infatti aver rispecchiato perfettamente i risultati delle elezioni nazionali, molto di più di quanto via via previsto dai sondaggisti professionali, come si può ben vedere dalla grafica proposta da Bloomberg.


Cosa prevede Donzy per le prossime elezioni?

Un primo turno con un vittoria della Le Pen con il 34% e un ballottaggio con Fillon al 19,5%. Quindi una vittoria del candidato del Front Nationale con 20 punti di vantaggio al ballottaggio. Il candidato favorito dai media, Macron al primo turno si fermerebbe al 19%.
In effetti se ci soffermiamo sulle recenti dinamiche registrate negli ultimi eventi elettorali (Brexit, Trump e referendum costituzionale in Italia) ciò che emerge è una sorta di comportamento “difensivo” di coloro che hanno intenzione di votare per quei candidati o per quelle opinioni considerate populiste e retrograde, sbeffeggiate e additate come sbagliate dai media. Sembra quasi che si determini una sorta di reticenza nel dichiarare questa loro intenzione ai sondaggisti, mentre poi in realtà, al momento del voto, confermano le proprie intenzioni facendo sballare i dati emersi dai sondaggi.

Ecco spiegato perché si stanno cercando altrove evidenze che possano bypassare le dichiarazioni di voto.

Di certo, dopo il primo turno entreranno in gioco i “secondi voti” dei cittadini francesi. La grafica che riportiamo evidenzia il livello di attribuzione sugli altri candidati degli elettori che al primo turno vedessero eliminato il candidato inizialmente prescelto.

La Le Pen dovrebbe attingere per circa 1/3 dei voti di Fillon e per 1/6 circa da quelli di Melenchon. Se al primo turno dovesse avere un risultato intorno al 32% (in linea con quanto sondato a Donzy) potrebbe vincere il ballottaggio con Macron.

Cosa potrebbe accadere allora? Facciamo alcune ipotesi prendendo a riferimento i mercati e individuando alcuni possibili scenari.

PRO MERCATO
Vanno al ballottaggio Macron e Fillon, con il primo che nel corso delle due settimane precedenti il ballottaggio vedrebbe i propri consensi crescere trainati dalle crescenti polemiche per le assunzioni dei familiari da parte di Fillon. Vincerebbe con ampio scarto, e così facendo farebbe felici i mercati: spread Oat-Bund che da oltre 70 tornerebbe intorno a 35-40 basis point (trascinando con se anche il Btp in area 150bp), con le borse europee che tirerebbero un sospiro di sollievo, riducendo lo spread di valutazioni con la borsa americana.

MEDIO MERCATO
Vanno al ballottaggio Fillon e uno tra Le Pen e Melenchon. In questo caso i voti di Macron convergerebbero su Fillon decretandone la vittoria. Però gli strascichi giudiziari lo renderebbero un Presidente “zoppo”, senza cioè quella forza necessaria per poter assumere scelte complesse e difficili che oggi più che mai si rendono necessarie. Quindi un'ipotesi di presidenza Fillon vedrebbe una prima fase tutto sommato stabile-positiva per i mercati, che però potrebbe subire un cambiamento in negativo nel caso che l’affaire familiare dovesse acuirsi e prendere una brutta piega anticipando possibili azioni legali e richieste di decadenza dall’incarico.

ANTI MERCATO
Ballottaggio Le Pen-Melenchon, in questo caso la scelta dei mercati (leggi establishment) sarebbe più complicata. Quale sarebbe il male minore per loro? Una presidenza euroscettica e per nulla conciliante con i dettami del mercato alla politica, o un ritorno a un welfare molto pronunciato con tendenze bolivariane e quindi molto critiche con la finanza globalizzata? Tutto ciò in una situazione che vede i mercati in subbuglio, con debolezza della borse europee e degli spread europeriferici, Francia in primis. In questo caso sarebbe molto interessante verificare come si comporterebbe il mercato (per definizione razionale) nel dover scegliere la risposta a un dilemma che le persone normali si trovano a dover spesso affrontare nel corso della loro vita: meglio la padella o la brace?

ATTESA
Ballottaggio di Macron con uno degli “estremisti” Le Pen o Melenchon che al primo turno ricevono un ampio consenso sommando ai propri, al secondo turno anche circa 1/3 dei voti ricevuti da Fillon e 1/4 di quelli attribuiti all’altro estremista escluso dal ballottaggio (per i comuni tratti favorevoli al welfare state che in Francia è molto forte e di cui beneficiano ampie fasce della popolazione che sarebbero di certo intimorite dalle prospettive liberiste e dalla limitazione di intervento dello Stato in economia propugnate da Macron).

Assistiamo ora a questi ultimi giorni di campagna elettorale dai toni molto aspri e con il ritorno delle analisi catastrofiche già viste per Brexit e Trump, che delineano scenari apocalittici nel caso in cui non dovesse prevalere Macron, con i mercati che sobbalzano alla pubblicazione di ogni nuovo sondaggio.

Attendiamo e vediamo se questa volta avranno ragione i sondaggi demoscopici o i simpatici cittadini di Donzy anche perché, seppur in presenza di una Repubblica Presidenziale, molti poteri rimangono in capo al Parlamento che sarà rinnovato in due turni a giugno, quando entreranno in gioco tutte le combinazioni di coabitazione o contrapposizione tra questi due poteri che torneremo a valutare tra qualche settimana.

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